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Sorpassi al limite, team privati che battagliano per il podio, lunghissimi serpentoni di piloti che si prendono a sportellate, gare decise grazie a ultimi giri da cardiopalma. Alla vigilia, la Superbike era attesa come il più appassionante campionato degli ultimi anni. E dopo nove round non sta deludendo le attese. Al contrario invece della MotoGp, che sembra aver completamente smarrito queste caratteristiche.
Diciotto piloti in MotoGP, trentuno in Superbike: quasi il doppio. Ma molti parlano del minor tasso di classe dello schieramento: sei titoli, di cui quattro di Biaggi, contro i 25 complessivi della classe regina. Ritirato Troy Bayliss, il confronto si è livellato, e la lotta è serratissima: Haga fa sfracelli, l'esordiente Spies è una sicura promessa. Manca l'equilibrio tra vecchi campioni sul viale del tramonto e giovani che fanno fatica a emergere.
Poco male. Con l' arrivo di Aprilia e Bmw (e l'anno prossimo tocca alla KTM), nelle derivate di serie si è arrivati a sette Case, mentre la Kawasaki ha abbandonato la MotoGP, che dopo la crisi finanziaria ha scoperto improvvisamente di far fatica a sopravvivere . Messi da parte tabacco e telefonia, i marchi internazionali non arrivano più: al contrario l'appeal della Superbike è in ascesa costante e la categoria scoppia di salute, e vede uno schieramento al completo.
I due campionati in realtà potrebbero essere complementari: anche i calendari non si pestano troppo i piedi. Otto weekend prevedono le gare di entrambe le competizioni, anche se grazie ai fusi orari solo in tre occasioni gli appassionati saranno chiamati a una scelta. Dovrebbe dunque vincere la diplomazia, ma il boss della Dorna, Carmelo Ezpeleta, a inizio stagione ha sentenziato: "La MotoGP è la storia, la competizione dei prototipi. Qui sono passati i più grandi piloti del motociclismo. La Superbike rappresenta la produzione: se non ci fosse, occorrerebbe inventarla".
L'organizzazione italiana della SBK non è caduta nella provocazione e ha continuato lungo la sua strada, che da anni propone un regolamento equilibrato, costi accettabili e una competitività diffusa, anche per i team privati. Le dichiarazioni di Biaggi sono più che mai condivisibili: "Se prima rischiavo di addormentarmi guardando la F1, ora mi succede lo stesso con il Motomondiale. La MotoGp è terribilmente noiosa, non è più attraente e questo mi dispiace molto, da amante di questo sport. D'altronde non sono l'unico a pensarla così, basta guardare le gare. Non credo che sia colpa dell'elettronica. Forse arriveranno gran premi più avvincenti, ma personalmente trovo nettamente più bella la Superbike". Parola di Max Biaggi che non rimpiange il passato.
Prima dell'inizio del campionato, anche Valentino Rossi aveva lanciato l'allarme: "La MotoGp costa troppo, E' diventata troppo d'élite, e questo non va bene. Il fatto che case come BMW e Aprilia vadano a correre altrove è indicativo. Se non ci diamo una ridimensionata le case scapperanno tutte verso la Superbike: è un segnale che c'è qualcosa di sbagliato. Case come queste vorrebbero venire nel motomondiale, ma non ce la fanno perché le nostre moto sono molto sofisticate e non saprebbero essere competitive se non investendo parecchi soldi".
Solo Casey Stoner, in una recente intervista, è passato all'attacco: ''La Superbike è una classe fantastica. Ma considerando i piloti e le performance delle moto sono molto molto indietro rispetto a noi. Alcuni ex campioni della MotoGP sono andati lì e hanno alzato il livello, ma non è ancora sufficiente''. Interessante sarebbe capire quali sono questi campioni che hanno alzato il livello della Superbike, escluso ovviamente il leggendario Troy Bayliss, anche lui ex pilota del Motomondiale. Difficile pensare a Carlos Checa, o a Garry McCoy ("vado in Superbike, vinco e torno" promise prima di essere relegato in Supersport....).
Vedremo a breve la reazione degli appassionati. Le derivate di serie sbarcheranno sul suolo italiano per tre tappe: Monza, Misano Adriatico e Imola. Due quelle della classe regina: il mitico Mugello, e il GP di San Marino sempre a Misano. Anche i prezzi pendono dalla parte della SBK: ben novanta euro per vedere i soliti Rossi-Stoner sfrecciare sul circuito romagnolo, mentre ne bastano sessantatre (sempre e comunque troppi!) per Haga, Fabrizio, Spies&co., ma come abbiamo già visto lo spettacolo sarà garantito. I veri centauri e appassionati c'è da scometterci che sceglieranno la Superbike, più vera e vicina alle moto che cavalcano.
Il rischio che in MotoGp vinca la noia mortale è reale: la storia comunque dice che sono i grandi piloti ed il loro confronto a rendere avvincente un Mondiale. Magari in futuro è auspicabile un accordo tra le due classi evitando le sovrapposizioni dei calendari con la Superbike, ad esempio, che potrebbe correre nello spezzone d'anno in cui la MotoGp è ferma. Soluzione che richiede uno studio maggiore e la ricerca magari di nuove piste: ma lo sforzo sarebbe ricambiato grazie all'arrivo dei media e dunque degli sponsor....
La 'Rossi mania' tira ancora, ma se le gare del motomondiale saranno tutte sulla falsa riga di molti GP disputati in questi ultimi anni fatta eccezione per qualche caso sporadico, c'è da scommetterci che tanti spettatori la domenica decideranno di fare altro. La questione televisiva è una di quelle cruciali: lo show del motomondiale è quasi sempre ad orari comodi, la diffusione della tv commerciale per eccellenza è ideale per l'appassionato medio che tiene acceso lo schermo per meno di un'ora. Ma quando il 'Dottore' abbandonerà il palcoscenico che succederà?
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