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 Oggetto del messaggio: LA FINE DEGLI SCHEMI ANTICONVENZIONALI
MessaggioInviato: 13/11/2011, 16:36 
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Iscritto il: 07/09/2011, 21:11
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Con i test post-GP di Valencia la Ducati ha dato l'addio al "telaio" ad airbox stressato in favore del solito doppio trave in alluminio.
L'evento segna però, a mio parere, una svolta ben più radicale, forse epocale, per il motociclismo: la fine della ricerca di soluzioni tecniche REALMENTE innovative. Mi spiego meglio: personalmente ho sempre considerato i Gran Premi un laboratorio di sperimentazione ai massimi livelli, ancor prima che una manifestazione sportiva. Un calderone di idee che ha partorito innovazioni epocali come i pneumatici radiali, le marmitte ad espansione, il traction control e molto altro. Ho sempre ammirato i tentativi di dare vita addirittura a motociclette che segnassero un reale passo avanti rispetto allo stato dell'arte del mezzo tradizionale (cito solo due esempi: la famiglia delle ELF e la Honda NR500 su tutte), per cui ora sembra non ci sia più spazio, vuoi per il timore di buttare risorse, vuoi per puro conformismo progettuale.
La mia domanda è questa: secondo voi è "giusto"? Le soluzioni proposte in questo campo erano veramente non valide o non hanno avuto il tempo e le risorse necessarie per far vedere la loro superiorità? Nessuno propone più idee "di rottura" solo per conformismo e paura di fallire?

Invito tutti a dare la propria opinione e a discutere su un argomento che reputo molto stimolante, nonché parte integrante del mondo delle competizioni tra prototipi (che tra poco, ahimè, potrebbe non essere più tale).

Chiunque voglia esprimere il proprio parere o ricordare soluzioni anticonformiste o "bizzarre" è il benvenuto! ;)

Concludo questo mio lungo post introduttivo con un' immagine "scarenata" della ELFe da endurance del 1981.

[url]http://www.google.it/imgres?q=elf+e&um=1&hl=it&safe=off&client=safari&sa=N&tbo=d&tbm=isch&tbnid=QZ94TnKL6yOheM:&imgrefurl=http://speedmotive.blogspot.com/2010/06/elf-racing-7888.html&docid=jBpPW5JeYikyNM&imgurl=http://3.bp.blogspot.com/_NAWvt_z8I9I/TB9VreqguUI/AAAAAAAAAUM/b9ijoBfrWm8/s1600/gal6--villefran-elf-E-51107.jpg&w=640&h=480&ei=Idq_ToL8Ks3WsgbEmay6Aw&zoom=1&biw=1024&bih=622[code][/code][/url]

Buona discussione a tutti!
DANIHRC93


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 Oggetto del messaggio: Re: LA FINE DEGLI SCHEMI ANTICONVENZIONALI
MessaggioInviato: 14/11/2011, 22:57 
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Iscritto il: 10/08/2009, 15:27
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l'argomento è interessante ed è stato già affrontato superficialmente.
proviamo a mettere qualche punto:
- secondo me la Ducati 2011 non era concettualmente errata, ma i risultati ne hanno decretato il fallimento. Forse una parte di colpe le ha il regolamento che ha introdotto il monogomma, il contingentamento dei motori e l'impossibilità di provare. Il regime di monogomma ha impedito di utilizzare gomme che si adattassero alle caratteristiche del telaio. Il contingentamento dei motori ha di fatto limitato i test sulle distribuzioni dei pesi.
- Per quanto riguarda la sperimentazione, non penso che il settore motociclistico sia il campo ideale: è da diverso tempo che non sforna idee eclatanti ed anche il motore portante non è una novità assoluta.
- In generale, nello sport è più importante la competizione rispetto alla ricerca ma, nel caso di budget importanti (che adesso non ci sono), si possono sperimentare soluzioni ardite. Da questo punto di vista, gli europei si sono dimostrati più creativi rispetto ai giapponesi.
-Oltre quello che hai citato tu, non mi vengono in mente soluzioni particolarmente bizzarre per le moto, mentre per la Formula 1 ricordo la Tyrrel 6 ruote e la Ferrari turbo con iniezione di acqua nebulizzata con la benzina (l'auto era buona, ma la soluzione è stata abbandonata).


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 Oggetto del messaggio: Re: LA FINE DEGLI SCHEMI ANTICONVENZIONALI
MessaggioInviato: 15/11/2011, 18:11 
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Iscritto il: 08/07/2009, 9:41
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Quoto Gato.
Come ho già detto in passato, secondo me se più case si fossero impegnate nello sviluppo di soluzioni come il motore portante ed il telaio in carbonio, queste avrebbero dato i loro frutti. Avendo una sola casa che può provare 1 o 2 telai all’ anno la battaglia è persa in partenza.
Resta il fatto che la moto da pista ha raggiunto una sua conformazione, e non potendo cambiare il tipo di propulsione o di sospensioni, probabilmente di soluzioni alternative ne vedremo ben poche in futuro, forse nessuna.
Comunque Preziosi lo disse in un’ intervista verso metà stagione che il problema non era il motore portante, ed i test con il delta box ne sono la conferma.

p.s. però Gato hai dimenticato la F1 più rivoluzionaria di tutte, la Brabham BT46 :o
Ciao


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 Oggetto del messaggio: Re: LA FINE DEGLI SCHEMI ANTICONVENZIONALI
MessaggioInviato: 15/11/2011, 20:56 
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Iscritto il: 07/09/2011, 21:11
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@Lord
Sicuramente il fatto che siano le piccole case a provare soluzioni alternative sfavorisce l'innovazione (cui d'altronde i grandi costruttori come Honda sono interessati fino ad un certo punto, essendo già al vertice). Inoltre è vero che al momento non c'è nulla di migliore a livello propulsivo del motore 4T (anche perché il 2T a cilindrata dimezzata è palesemente sfavorito, come ha dimostrato il campionato 2002), però sulla questine telai e sospensioni secondo me si può migliorare, eccome! Voglio dire, a mio parere le MotoGP non hanno ancora fatto quel salto evolutivo che ha compiuto la F1 quando è passata dai telai "tradizionali" in tubi al monoscocca in fibra di carbonio. Io, per passione, ho letto qualche libro di tecnica dei telai e della moto in genere (personalmente vi consiglio "Dinamica e tecnica della motocicletta" di Gaetano Cocco, ex telaista Aprilia: è molto esauriente pur non essendo eccessivamente specialistico) e in tutti ho trovato che la soluzione della forcella telescopica ha come vantaggio (praticamente l'unico) quello della praticità. Per il telaio la questione è più complessa (ad esempio per la tanto criticata soluzione Ducati si è parlato di una lunghezza troppo bassa del telaio su cui distribuire la torsione), però anche qui una soluzione con motore portante a cui ancorare le sospensioni porterebbe vantaggi notevolissimi (peso, sezione frontale, efficienza delle sospensioni, ecc..)

A tal proposito ho letto qualche tempo fa due articoli splendidi su dei MotoTecnica del 1989 che conserva mio papà sulle ELF da GP, con delle considerazioni fatte dal capoprogetto che mi sembrano ancora attualissime (così come le soluzioni che hanno proposto d'altronde).
Se volete saperne di più potrei condividerli nel forum (però dovreste dirmi come chiedere l'autorizzazione per condividere le foto).

P.S.: Lo confesso, ho un debole per le ELF :D

Un saluto a tutti!!
DANIHRC 93


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 Oggetto del messaggio: Re: LA FINE DEGLI SCHEMI ANTICONVENZIONALI
MessaggioInviato: 16/11/2011, 23:46 
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Iscritto il: 08/07/2009, 9:41
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Penso che le foto si possano mettere senza bisogno di alcuna autorizzazione.
Comunque non sono così convinto che il solo vantaggio della forcella sia la praticità, se ci fossero soluzioni realmente vantaggiose ai fini delle prestazioni si sarebbero imposte nel motomondiale. Inoltre ha un pregio enorme, comunica di più rispetto ai sistemi alternativi, tipo telelever o braccio oscillante. Avrai notato che anche BMW usa forcelle telescopiche sui suoi boxer più spinti (le HP per intenderci). Penso quindi che un pilota in cerca del limite abbia bisogno di capire esattamente cosa succede sotto le ruote per potersi fidare e in questo la forcella è ancora imbattibile.
Come tipo di propulsione intendevo la possibilità di usare e sviluppare motori differenti da quelli a ciclo otto (non credo sia possibile nel motomondiale), esistono diverse soluzioni con maggior rendimento del 4 tempi. Però credo che tutte le soluzioni alternative possibili siano ormai finite nel dimenticatoio ed il motore endotermico morirà così com‘è, per lasciare spazio a motori prima ibridi e poi elettrici.
Ciao.


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 Oggetto del messaggio: Re: LA FINE DEGLI SCHEMI ANTICONVENZIONALI
MessaggioInviato: 21/11/2011, 8:58 
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il_LORD ha scritto:
Quoto Gato.
p.s. però Gato hai dimenticato la F1 più rivoluzionaria di tutte, la Brabham BT46 :o
Ciao


Porca miseria, mi ero dimenticato di Lauda che girava col ventilatore :lol: :lol: :lol: :lol:


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 Oggetto del messaggio: Re: LA FINE DEGLI SCHEMI ANTICONVENZIONALI
MessaggioInviato: 21/11/2011, 15:31 
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Sul fatto che le soluzioni di derivazione automobilistica diano sempre un feeling un po' "remoto" sono d'accordo anch'io, in effetti lo dicono un po' tutti quelli che han provato quel tipo di moto. D'altro canto la forcella ha una resistenza alla flessione mediocre in relazione al dimensionamento, masse non sospese abbastanza alte e nessun effetto anti-affondamento (a meno di frenare smodatamente l'idraulica).
Chissà, magari un giorno sarà proprio BMW a tentare la sorte..


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 Oggetto del messaggio: Re: LA FINE DEGLI SCHEMI ANTICONVENZIONALI
MessaggioInviato: 23/11/2011, 19:41 
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Iscritto il: 10/08/2009, 15:27
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Riguardo la forcella della Elf e similari, Massimo Clarke, rispondendo ad una domanda, si era dichiarato perplesso sulla sua reale efficacia e praticità.

Ricordo comunque di aver letto un'intervista ad un pilota che guidava la Bimota Thesi (che ha una forcella simile) in uno dei campionati italiani e dichiarava di esserne entusiasta, per contro non me lo ricordo tra quelli che hanno ottenuto risultati di rilievo (non so se per colpa della moto, del pilota, del team o degli sponsor).

Per quanto riguarda il "feeling con l'anteriore", sembra sia diventato il ritornello preferito dei piloti che non vincono.


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 Oggetto del messaggio: Re: LA FINE DEGLI SCHEMI ANTICONVENZIONALI
MessaggioInviato: 24/01/2012, 20:53 
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Messaggi: 202
Il settore della tecnica è sempre il migliore per chi come me trova serenità nei numeri e nella possibilità di riprodurre, con il metodo scientifico, un evento dai riscontri misurabili; questo so che il lato meno poetico del motociclismo.
La sperimentazione nelle corse si è inceppata naturalmente con l'inserimento del concetto che le gare sono diventate un attività commerciale fine a se stessa, questo ha reso secondario il valore dell'innovazione.
Le corse sono divenute banchi di raccolta dati votate all' evoluzione del Marketing,dove avviene la raccolta di informazioni sui comportamenti dei consumatori; cosa interessa e cosa influisce su un acquisto e come pilotare le scelte.
Il giocattolo gare funziona bene così,con investimenti mirati a esaltare i Marchi più che il prodotto: lo scopo odierno è vendere più magliette e pantaloni, dove i margini di profitto sono elevati, con il logo che motociclette vere e proprie.
L'abominio di mettere in pista delle moto CRT dal marchio sconosciuto, insieme a mezzi dal marchio famoso serve per rendere ancora più grandi i marchi esistenti, con la possibilità di crearne dei nuovi in caso di eventi televisivi non previsti a "sorpresa".
La simulazione al computer ha ridotto moltissimo la possibilità di fare errori di progettazione, questo unico territorio sfruttabile per fare la differenza sulla concorrenza.
Il colpo finale alla TECNODIVERSITA' tutti i progettisti vengono formati con le stesse informazioni globalizzate e a tutti vengono messi gli stessi paletti, il risultato di tutto questo è l'omologazione.
La Ducati di Preziosi si è scontrata con tutto questo incassando la sconfitta e rafforzando il sistema.
Il barlume di speranza nasce dal fatto che dalle grandi crisi si è sempre usciti solo attraverso grandi innovazioni tecniche, chi capirà la giusta strada per primo avrà in mano il futuro.


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 Oggetto del messaggio: Re: LA FINE DEGLI SCHEMI ANTICONVENZIONALI
MessaggioInviato: 24/01/2012, 21:50 
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Iscritto il: 10/08/2009, 15:27
Messaggi: 340
ehi Alberto, sei uscito anche tu dal letargo? :D

...comunque ti quoto, specialmente per la parte finale del tuo intervento. ;)


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